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sabato 20 giugno 2009

La difficile lettura del biglietto da visita

.Ironic mode on.
E' una storia strana ed affascinante quella del biglietto da visita dei 2 bir&fud. L'ho creato oramai da quasi due anni, ma ancora non riesco a capire la difficoltà nell'interpretazione dello stesso. Sarà perchè, almeno in pizzeria, avendo tempi più "stretti" non possono spiegarlo e che qui in bottega, almeno nei giorni infrasettimanali di tempo se ne ricava, che riusciamo ad evidenziare il suo molteplice e difficile messaggio. Ma andiamo a vedere da vicino:


Come si evince dalla scritta nel cerchio rosso è facile capire di cosa si tratta. E' evidente che sto scherzando ma ogni volta mi chiedo con sorpresa se le persone sono distratte o è la fretta di assicurarsi una pizza che li fa sbagliare. O lo stress e la velocità di vivere una vita in una città come Roma.
Il "top" qui in Via luca valerio 41/43 ( la bottega tanto per sottolineare) è stato un tale Sig. X che è arrivato in orario di chiusura, le 20:30 circa, cercando la pizzeria e chiedendo se poteva mangiare qui. Il top è che aveva anche prenotato! Verso le 21:00 ho smesso di ridere, anche se è stato un riso amaro dato che il Sig. X aveva letto l'indirizzo ed aveva anche telefonato al numero corretto.
Sto rivisitando la grafica del biglietto da visita, a breve ne metterò un esempio.
Mirko.

.Ironic mode off.

mercoledì 29 ottobre 2008

La birra affumicata

L'idea è venuta ad un amico, Stefano (Manzotin) ed ora siamo qui a scrivere delle spettacolari birre tedesche affumicate, la loro storia e una bella ricetta pronta.In questo caso parliamo della birreria Schlenkerla che produce diverse tipologie di birre affumicate (Rauchbier) e si trova nel centro della città vecchia di Bamberga (Patrimonio dell'Unesco), proprio sotto alla cattedrale, in un'antica casa a graticcio.


L'etichetta della Marzen affumicata.

Come tutte le birre bavaresi, anche questa, segue l'Editto della Purezza del 1516 (*vedi in fondo al post) con la differenza che il malto viene affumicato sapientemente."Il malto verde, l'orzo da birra germogliato, viene posto nella malteria della casa su una rete metallica a maglia stretta - l'essiccatoio - e seccato dal calore proveniente dal fuoco sottostante. Il fumo che si forma durante la combustione passa attraverso l'essiccatoio conferendo al malto verde il suo gusto caratteristico e trasformandolo in malto affumicato. Con il malto semplice il processo di essiccazione avviene semplicemente attraverso il calore, evitando il contatto col fumo. Per produrre il malto affumicato si utilizza legno di faggio, invecchiato per almeno tre anni".


Le due bottiglie della Marzen e della Weizen affumicata.


Il nome Schlenkerla ha una storia un po particolare. Deriva originariamente da un vecchio termine tedesco "Schlenkern" che significava "zoppicare"; più precisamente "non camminare dritti" (esattamente come quando si è bevuto troppo). La storia narra che un vecchio birraio, sia per la malformazione a causa di un incidente (barile di birra su una gamba) sia per la dedizione al bere, fosse proprio chiamato scherzosamente "Schlenkerla" (il suffisso "-la" è tipico del dialetto della Franconia). Dopo qualche tempo il soprannome passò ad indicare il locale di mescita e la birra stessa. Certo per noi la pronuncia del nome non è affatto agevole ma contraddistingue benissimo questa tipologia di birre. Ah per curiosità date un occhiata alla lista dei proprietari dello Schlenkerla è documentata fino al quindicesimo secolo.
Per tutto il processo di produzione date un'occhiata al sito della birreria è anche in italiano! Ma cosa c'azzecca Stefano? Ha fatto e metto su, sul suo blog una ricetta con la Marzen affumicata. Di seguito la "copioeincollo" e poi se volete ce ne sono un paio anche qui.

Senza tanti preliminari, passiamo subito agli ingredienti per ottenere 6 porzioni di stufato:

- 1 kg polpa di manzo
- 500 gr Birra affumicata
- 2 cipolle
- olio evo
- farina, sale e pepe
- 250 gr. zucca


Tagliare la carne a grossi dadi e farla rosolare in padella con un cucchiaio d'olio per 4-5 minuti.

In una casseruola fate imbiondire la cipolla a spicchi con 4 cucchiai d'olio, poi unire il manzo, aggiungere sale e pepe e ridurre la fiamma.

Nel frattempo stemperate il fondo di cottura rimasto in padella con 2 cucchiai di farina, e deglassare con la birra affumicata. Lasciare ridurre per 2 minuti, e versare il tutto sopra i dadi di manzo, mettere il coperchio e lasciare stufare per circa 3 ore.

Tagliare la zucca a pezzi non troppo piccoli, ungerli bene con l'olio e disporli su una placca foderata di carta forno, spolverare con una presa di sale e una macinata di pepe, infornare a 160° per 35 minuti.

Servire lo stufato bene caldo accompagnato dal sugo e dalla zucca arrostita. Certo è un piatto impegnativo, se non altro per il tempo che richiede, ma non è difficile da preparare, inoltre la birra affumicata (adatta alle lunghe cotture) trasmette al cibo profumi ed aromi particolari. Il calore poi, fa evaporare la parte alcolica (anche se ben poca) eliminando così la componente amara della bevanda. Per i non amanti della zucca ci avrei visto bene anche delle belle patate bollite.
Note tecniche personali: per quanto riguarda la polpa di manzo ho preso il pezzo del piccione (o cappello del prete).



* Traduzione della Reinheitsgebot, emanata dal Duca di Baviera Guglielmo IV il giorno 23 aprile del 1516, su come la birra deve essere prodotta e servita in estate e inverno nella regione "Con questa ordinanza, noi decretiamo e proclamiamo, secondo l’Autorità della nostra provincia, che d’ora in avanti nel Ducato di Baviera, dalla campagna alle città e nei posti di mercato, sia applicata la seguente legge: dal giorno di San Michele (29 settembre) al giorno di San Giorgio (23 aprile) il prezzo per una misura (Mass) o una testa(Kopf) di birra non deve superare un Pfenning e dal giorno di San Giorgio al giorno di San Michele il prezzo per un Mass non deve superare i due Pfenning e quello per un Kopf i tre talleri (Heller). La violazione di questo decreto sarà punita così come sotto descritto. Chiunque può produrre birra oltre alla Marzen, ma e’ vietato venderla per più di un Pfenning per Mass. Inoltre, noi specialmente desideriamo che da questo momento in poi e dovunque, niente deve essere usato od addizionato per produrre birra che non sia orzo, luppolo ed acqua. Chiunque intenzionalmente disubbidisca a questo decreto sarà severamente punito dalla corte che ha giurisprudenza su di lui e gli verranno confiscati i barili di birra. Ogniqualvolta un locandiere acquisti birra al prescritto prezzo da qualche birreria, gli è permesso rivenderla ai contadini per un Heller in più al Mass o al Kopf di quanto menzionato sopra."

domenica 13 luglio 2008

Cucina & Blogger

Non avevo mai scritto di blog direttamente ma questa ho colto l'occasione per farlo, e presto farò anche una nuova pagina di blog amici e preferiti.
Scrivo anche per segnalare questa iniziativa interessante sul mondo dei blog di cucina.
Vi terrò informati sulla pagina di link amici, a presto, Mirko

sabato 15 settembre 2007

Ketchup/Checiap

Qui in bottega abbiamo scelto uno dei migliori Ketchup Artigianale inglese questo qui ma perchè ha questo nome?

Spesso si pensa al ketchup come salsa di origine statunitense. In realtà l'origine di questa salsa è orientale. Il termine "ketchup" è preso in prestito dal malese kecap, che in origine era una salsa a base di pesce (acciughe) fermentato.
Quando intorno al 1600 questa salsa sbarcò in Europa, i cuochi iniziarono a personalizzarla utilizzando diversi ingredienti: ostriche, funghi, noci, limone ed altro ancora. La ricetta del ketchup inizia a svilupparsi "come la conosciamo" alla fine del 1700, quando in America alcuni cuochi iniziarono ad utilizzare il pomodoro per produrla: nasce il primo tomato ketchup, creato nel 1812 da James Mease, di Philadelphia.

Qualità nutrizionali:

Il ketchup è un prodotto a base di pomodoro, aceto, zucchero, spezie.
Il ketchup ha un potere calorico medio-basso, infatti possiede circa 100 kcal per 100 gr, è difficile consumarne più di 20-30 gr, dunque un apporto quasi trascurabile.
Attenzione agli additivi in esso contenuti: si va da conservanti innocui come il sorbato di potassio, ai più pericolosi (e quindi da evitare)derivati dell'acido benzoico (come l'E211), dagli esaltatori di sapidità (che ingannano il gusto del consumatore consentendo l'uso di materie prime scadenti) agli aromi sintetici, per cui valgono le stesse indicazioni degli esaltatori di sapidità.

Per noi e per voi abbiamo scelto il meglio senza conservanti aggiunti, senza additivi e senza esaltatori di sapidità.
Provatelo, b&f